Le originiVerso gli inizi degli anni 70 alcuni studenti universitari con la comune passione per la musica costituirono un piccolo gruppo dedicato alla riscoperta e all’ esecuzione di brani propri del repertorio popolare italiano. Contavano circa una mezza dozzina tra cantanti e suonatori (chitarre, fisarmonica, flauto, violino e violoncello). Il repertorio includeva canti di lavoro, canzoni narrative, strambotti, ninna nanne e filastrocche sopratutto del Nord Italia come ad esempio “I giovinotti al sabet de sira” della tradizione brianzola. Nella loro attivita’ di ricerca di brani sempre piu’ antichi iniziarono a confrontarsi con villotte, villanelle, cacce e ballate fino a maturare un interesse e una passione per la musica antica che fece loro abbandonare il filone della tradizione italiana per dedicarsi alla musica medioevale e rinascimentale. Il periodo della Musica Antica
Agli inizi degli anni 80 fu anche deciso di mutare il nome in quello di “Gruppo Genovese di Musica Antica” . Il Gruppo comprendeva allora strumenti a fiato (flauti a becco, cromorni, bombarde) ad arco (vielle e lire) a pizzico (ud, liuti, citola, chitarra latina, saz) organo portativo, ghironda e percussioni. Il repertorio comprendeva monodie trovatoriche e trovieriche, brani tratti dai “Carmina Burana”, dalle “Cantigas de Santa Maria”, mottetti e musiche da ballo medioevali e rinascimentali. Sic mea fata – Carmina Burana n. 82 Assieme alla parte musicale venne sviluppato anche un laboratorio per la costruzione di strumenti musicali, copie degli strumenti antichi, ed uno dei componenti del gruppo, Federico Loewenberger, intraprese poi la carriera di liutaio ed oggi ne e’ un affermato esponente in campo internazionale (per informazioni ulteriori: Federico Lowenberger www.baroqueviolins.com) Dopo alcuni anni di presenza nel campo musicale il Gruppo Genovese di Musica Antica cesso’ l’ attivita’ concertistica a causa di impegni piu’ importanti e pressanti dei singoli componenti che rimasero pero’ sempre legati da vincoli di profonda amicizia al punto che, dopo circa una ventina d’ anni ne hanno di recente ripreso l’ attivita’. Storia di oggi
Cosi’ all’ inizio del nuovo millenio si riattiva il Gruppo Genovese di Musica Antica molto allargato rispetto al nucleo originario sia nell’ organico che nel repertorio ma che conserva gli stessi principi e le stesse finalita’ degli inizi.. Il repertorio ora spazia dalla musica antica fino al tardo barocco e presenta anche alcuni brani composti espressamente per il gruppo stesso. L’ organico strumentale si e’ notevolmente ampliato, fino a comprendere una trentina di musicisti che, a secondo delle necessita’, partecipano alle attivita’ del gruppo. Vengono utilizzati i seguenti strumenti: legni (flauti traversi, clarinetti e fagotto) Per l’ esecuzione di brani piu’ antichi si suonano Il coro e’ composto da circa 20 elementi ed i solisti, se necessario, si aggiungono ad esso. Tutti coloro che ruotano attorno al Gruppo Genovese di Musica Antica, anche se per alcuni di loro la musica e’ la principale professione, dedicano il loro tempo ed il loro impegno al gruppo perche’ ne condividono lo spirito e l’ atmosfera non ricavandone alcun compenso materiale come espresso nel documento programmatico dell’ Associazione. Risulta quindi molto azzeccato il titolo di un articolo pubblicato dal giornale “Il Secolo XIX” in occasione di un loro concerto Il Gruppo dedica infatti molto spazio a manifestazioni benefiche per vari scopi tra le quali citiamo una recente serie di concerti a favore del Convitto Eccclesiastico, dove trovano alloggio gli anziani preti diocesani. Le attivita’ del Gruppo sono poi continuate fino ai giorni nostri con concerti in varie sedi al ritmo di circa dieci avvenimenti all’ anno come potrete vedere nel settore “Concerti”. Il Gruppo Genovese di Musica Antica ha trovato un valido aiuto nella parrocchia dei ss. Pietro e Paolo, salita delle Fieschine, sede del Convitto Ecclesiastico dove prova su base settimanale, a secondo delle necessita’.
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